fluminimaggiore.org
storia e cultura

 

 

 

 

Vuoi fare un "tuffo nel passato" percorrendo 6000 anni di storia e immaginando come vivevano e cosa facevano le popolazioni  di allora?
L'opportunità ci viene offerta dal patrimonio archeologico presente nel Fluminese, in parte censito e studiato, ma che potrebbe riservare grandi sorprese scientifiche in quelle aree ancora inesplorate.

I ritrovamenti attribuibili al Neolitico nelle Grotte  di Punta Pilocca e di S'acqua Gelada o del periodo nuragico nelle località di S'Oreri (tempietto), costruzioni megalitiche  a Su Brabaraxinu, Mottu oi, Conca Muscioni.

E ancora, le tombe di giganti in località Perdas Albas, lungo la costa di Capo Pecora. Per non parlare dei recinti megalitici di quasi 4000 anni fa, di Sa Corti e Su Estiu (il recinto del diavolo) posto nell'altopiano calcareo di Canali Bingias a monte della mitica valle di Antas. Questo anfiteatro naturale, fu scelto dalle popolazioni nuragiche come luogo di vita e per il culto delle divinità dell'epoca.

Da  allora, a partire nel VI° secolo a.C., prima i Punici e successivamente i Romani attratti in questa zona dai ricchi filoni metalliferi a piombo e argento, edificarono in quest'area il più grande edificio sacrale antico in Sardegna.

A pochi chilometri di  distanza, superata una impervia collina, troviamo la grotta di Su Mannau. Una cavità di grande interesse speleologico e archeologico che, nella parte iniziale ha fornito reperti di epoca nuragica, punica e romana: studi recenti confermano un tempio ipogeico legato al culto delle acque in stretta connessione con la vicina valle di Antas, come testimonia una antica strada che collegava i due siti.